Questo il punto in questione, il punto più difficile da prendere in esame, ciò di cui nessuno o solo pochi parlano ed in ogni caso questi pochi sono poi i più lontani dal campo della politica.

In Italia dopo che e’ stata lanciata la costruzione di 13 nuove centrali nucleari, il cui progetto deve superare un referendum popolare fra 2 o 3 mesi, è in corso sul tema, uno tsunami psicosociale che ancora non si sa in che maniera finirà per assestarsi.

 

Il governo già sente che forse non è più il caso di sostenere a spada tratta il suo progetto, comincia ad andarci cauto, perché l’onda di rifiuto nella gente potrebbe essere anche superiore a quella che si creò dopo l’incidente di Chernobyl, non fosse altro per il superiore impatto, che oggi c’e’ dei media sulla popolazione rispetto ad allora, e questo a prescindere se la catastrofe di oggi assume o meno proporzioni simili alla precedente

Se invece in Giappone i danni e le vittime saranno in qualche maniera circoscrivibili riapparirà la ideologia che quasi tutta l’Europa ed in particolare la vicinissima Francia è dotata di centrali nucleari, per cui noi che non ne abbiamo, ne condividiamo i rischi senza averne i vantaggi, e ancora si dirà che in fondo un terremoto del 9° grado da noi è pressoché impossibile e che dopo tutto le centrali giapponesi erano vecchie.

Cosi ora siamo nelle mani del Fato sperando che tutto si raffreddi e più niente esploda, e magari accettando poi di rimanerci in queste mani con la costruzione delle pur necessarie nuove centrali nel nostro paese.

Un incidente è successo oggi ai Giapponesi che passano per essere quelli tecnicamente più avanzati. Successe l’11 settembre negli Stati Uniti il crollo di un mito simile. Nel paese dei “veri competenti”  4 persone  con 4 coltellini di plastica gli combinarono quell’enorme orrendo pandemonio.

Noi in Italia saremo ancora purtroppo nelle mani del Fato, se in un  prossimo futuro dovremo sperare che il nostro futuro premier, andando a presiedere una futura commissione di controllo sulla sicurezza di una centrale nucleare di terza , quarta o qualsivoglia generazione da noi costruita,non venga distratto da qualche losco emissario non meglio identificato, o magari solamente da qualche prostituta di passaggio.

Rifiutiamo di essere sottomessi alla fatalità, compresa quella di lasciare che pochi politici e manager, per la maggioranza psicopatici dopo aver imposto illegittimamente un governo plutocratico decidano sulla nostra vita orientati dai loro umori e dalle loro nevrosi se non quando addirittura dai loro palesi interessi.

Il Partito Umanista è fermamente contrario alla costruzione delle nuove centrali nucleari in  Italia  come in qualsiasi altra parte dell’Europa e del mondo per i seguenti motivi:

I reattori attuali, anche se migliorati rispetto a quelli della centrale giapponese continueranno ad avere un livello di sicurezza insufficiente. Incidenti di fusione del cuore del reattore sono possibili anche negli impianti di costruzione più recente.
Non esiste una netta separazione tra gli usi civili per ottenere energia elettrica e le applicazioni militari. Gli accordi internazionali di non proliferazione non hanno mai funzionato ed oggi come ieri uno stato in possesso di centrali nucleari può in pochi mesi arrivare a fabbricare bombe atomiche.
Gli enormi investimenti nella ricerca nucleare vanno urgentemente trasferiti verso lo sviluppo delle fonti di energia rinnovabile come il solare, l'eolico, il geotermico, ecc. che sono sfruttabili in tempi brevi e permetterebbero di intervenire con efficacia contro il rapido aumento dell'effetto serra.

 

Qualsiasi evoluzione futura delle tecnologie nucleari dovrà quindi, prima di essere messa in pratica, dare risposte esaurienti rispetto a:
- sicurezza degli impianti;
- sicurezza di non-proliferazione nucleare e assenza di scopi bellici;
- risoluzione del problema delle scorie senza pesare sulle generazioni future

Per ultimo risulta decisivo che queste risposte vengano date da un altro tipo di essere umano rispetto alla “specie” che oggi osserviamo. Un nuovo tipo di essere umano di cui oggi si comincia ad intravedere il bagliore a volte anche con una certa intensità.

 

17 marzo 2011

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