Il Ministro dello Sviluppo economico ha dato il via libera alla stipula del contratto Japan-EU Free Trade Agreement, un accordo di libero scambio tra Unione Europea e Giappone. Dalla Campagna Stop Ttip: «fatto sconfortante e grave».
 
Il Ministro dello Sviluppo economico Luigi di Maio ha dato il via libera del Governo italiano alla firma del Jefta. In un’intervista rilasciata a La Repubblica, al giornalista che gli chiedeva: «In Europa l’Italia sta dando il via libera a un accordo di scambio con il Giappone, mentre nel contratto avete ribadito la netta contrarietà a questo tipo di accordi, come il Ceta e il Ttip. Avete cambiato idea?», ha risposto «sia noi che la Spagna, insieme alla firma, stiamo inviando delle osservazioni con condizioni precise che riguardano agricoltura, piccole imprese e una serie di interventi necessari».
 
«Spiace ricordare al ministro», è l’intervento della Campagna Stop TTIP, «come facemmo con il suo predecessore Carlo Calenda, che il Jefta, come il CETA (l'accordo con il Canada ma il Giappone ha un Pil che vale tre volte quello del Paese nordamericano e varrà un quarto del Pil globale) non è emendabile e tutte le raccomandazioni o dichiarazioni che egli voglia accludere alla firma agli effetti pratici sono inutili e non applicabili perché fuori dal testo legale del trattato che – lo ricordiamo – è ancora formalmente segreto e noto solo grazie al “furto” del documento fatto da Greenpeace.
 
Quella del Ministro Di Maio è una decisione che per Stop TTIP è «sconfortante e grave perché arriva da un Movimento che ha chiesto il voto dei suoi elettori, con il patto pre-elettorale #NoCETA #Nontratto impegnandosi, tra l’altro a respingere accordi che non siano preceduti da dettagliate valutazioni d’impatto economico, sociale e ambientale a livello europeo, nazionale e globale e da verifiche altrettanto severe sul loro impatto ex post per correggerne i potenziali effetti negativi. Cosa che non è senz’altro avvenuta, ma soprattutto si impegnava anche a rifiutare accordi negoziati senza un’adeguata e trasparente partecipazione dei cittadini e dei loro rappresentanti e delle loro organizzazioni, a partire dagli eletti nei Parlamenti europeo, nazionali e nelle Autorità locali, a garanzia dell’obiettivo che le politiche commerciali privilegino l’interesse generale e non quello di potenti lobbies economiche»
 
E su questo punto in questa vicenda c’è anche un’altra anomalia: «Di Maio, spiace rilevarlo, unico tra i suoi predecessori, ha proceduto alla firma senza neppure convocare il Tavolo istituzionale di confronto sui negoziati commerciali con cui il MISE, da dopo la Ministeriale della WTO di Seattle del 1999 riunisce insieme categorie, sindacati e società civile, quantomeno, per informarli delle intenzioni del Governo italiano».
 
Per questo Stop TTIP si appella al Governo per ottenere «un incontro urgente al ministro cui vogliamo consegnare un dossier con tutte le nostre preoccupazioni rispetto al percorso di bocciatura del ceta e di tutti i trattati che contengono le medesime criticita’, e una convocazione regolare del tavolo».

Approfondisci: 
https://stop-ttip-italia.net/2018/07/08/di-maio-firma-il-jefta-e-gli-impegni-elettorali-ci-incontri-subito/

I
l Partito Umanista, facente parte delle organizzazioni della Campagna Stop Ttip, sostiene quanto scritto. 


 
 
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